11. Crediti a debito
Problema.
“La macchina è ingolfata, non tiene il ritmo dello smaltimento di un magazzino di crediti non riscossi che è arrivato a 1.132 miliardi”. Inoltre: “Così il totale del magazzino è iniziato a risalire, passando in appena quattro anni da 909,5 a 1.132 miliardi” (La Repubblica, 26 Novembre 2022, La rottamazione fino a mille euro. Riscossione al collasso il condono non svuota la fabbrica delle cartelle, di Giuseppe Colombo).
Dati:
1) il PIL 2021 è stato 1.781 miliardi. Il gettito fiscale è stato di 496 miliardi. Quindi:
2) i crediti non riscossi sono il 230% del gettito fiscale annuo e il 63,5% del PIL 2021;
3) negli ultimi 4 anni il sistema impositivo ha prodotto mediamente circa 56 miliardi all’anno di crediti non riscossi.
Soluzioni.
Da destra: rottamazione delle cartelle esattoriali sotto un tot: “lo stralcio non solo non è un condono, ma è un atto conveniente perché costa più abbonare il debito che provare a riscuoterlo”.
Da sinistra: “Un’iniezione di personale è fondamentale perché L’Agenzia ha allargato il suo perimetro, soprattutto con la pandemia”.
Conclusioni:
1) La destra è arrivata in realtà a sospettare che un sistema impositivo con produzione annuale di 56 miliardi di cartelle esattoriali e con 1.132 miliardi di crediti fiscali accumulati, potrebbe essere un tantino astruso, complicato, pesante, per non dire inadeguato, contraddittorio, delirante.
2) Tuttavia per metterci mano bisognerebbe sapere almeno leggere e scrivere. E un po’ anche fare di conto. Però questo sarebbe quello che fanno i detestatissimi tecnici. I quali, normalmente, non sono terrapiattisti e non credono che il covid-19 sia stato portato sulla terra da alieni provenienti da Betelgeuse. Quindi sono un problema, non una risorsa. Meglio gli alieni di Betelgeuse.
3) Siccome le campagne elettorali si vincono promettendo soluzioni di problemi, sarebbe un suicidio politico risolvere i problemi, perché la volta dopo non si potrebbe più promettere. Con la sgradevole conseguenza che bisognerebbe cominciare a pensare.
4) La sinistra invece non sembra nemmeno essere sfiorata dal dubbio: il sistema è il robin-hood istituzionale che toglie ai ricchi per dare ai poveri. Che, con le sue logiche surreali, produca ogni anno sessanta miliardi di crediti fiscali non riscossi, oltre a contribuire significativamente ai cento miliardi annui di evasione fiscale, pare essere dettaglio del tutto secondario.
5) Perché, alla fine, quel che conta è colpire i redditi perché colpendo i redditi si colpisce il capitalismo e colpendo il capitalismo si fa sorgere il sol dell’avvenire. In fondo la proprietà privata rimane pur sempre un furto e la salvezza dal neoliberismo selvaggio è investire sul pubblico impiego. Specie per quello dell’Agenzia delle Entrate. Anche perché, di questo passo, l’ammontare del credito fiscale raggiungerà il PIL, guadagnando al Belpaese finalmente un primato mondiale.
6) Che poi il metalmeccanico di Sesto San Giovanni o il bracciante del Salento votino altrove, è un problema loro, non della sinistra.