IL GIARDINO INCANTATO
Such were the words of the bards in the days of song;
when the king heard the music of harps,
the tales of other times!
(McPherson, The songs of Selma)

ATLANTIS
Quattro storie si intrecciano intorno a un’unica, irresistibile suggestione e, anche se lontane o lontanissime nel tempo l’una dall’altra, convengono in un unico esito, a dimostrazione che il tempo, fuori dalla nostra condizione, è un eterno presente, sopportabile solo per un dio.

MIRIAM
La storia più venerabile dell’Occidente rivista e rivissuta ai nostri giorni come segno di bellezza e di speranza che non vengono mai meno, qualunque cosa possa succedere, perché le logiche della Storia si ripetono sempre. E perché la Storia è sempre anche Storia Sacra.

LA BELLA E LA MACCHINA

MAGDALENE

LA REGINA BIANCA
Una storia di un tempo che non è mai stato. Una donna bellissima e inquietante che porta su di sé i segni di una maledizione. Un re selvaggio e disperato, incatenato alla maledizione di un dono divino. Sullo sfondo un miti che risale all’antichità più remota: un albero su cui cresce un ramo d’oro, dono terribile che condanna chi ne entra in possesso a una regalità solitaria, belva disperata nella grande foresta del mondo.

DOKTORIN FAUST
L’eterno mito del Dottor Faust. Ma se la protagonista fosse una donna? Una giovane artista invece di un vecchio dotto? E’ verosimile immaginare che un uomo e una donna non darebbero l’anima per le stesse ragioni. Quali davvero siano, è materia opinabile. Qui si azzarda un’ipotesi

BUSAFONDA
Una fiaba che racconta la storia del passaggio all’età adulta di un’anima complicata – come lo sono tutte. La prova e l’amore: fare i conti con le proprie paure, trovare il coraggio di dire di no, gettare un veleno dolcissimo per bere a un nuovo calice. Con un compagno d’eccezione.

LA GAMBA D’ORO
Una madre e tre figlie. Un luogo solitario sulla montagna. Una vicenda terrificante che affonda nella storia e nella terra nera e raccapricciante di un cimitero. Un destino atroce capace solo di pareggiare i conti ma non di riconoscere il bene dal male, il torto dalla ragione.