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Doch ist mir einst das Heilige, das am
Herzen mir Liegt, das Gedicht, gelungen,
willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
mich nicht hinabgeleitet; einmal
lebt ich wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
(Hölderlin, An die Parzen)

I SIGNORI DEGLI ANELLINI – Un racconto ritrovato per caso (ma forse no)

(…)
Fu alcuni giorni prima di mezzestate che Mordor aprì una breccia nella compatta alleanza dei Regni dell’Eriador.
Era l’anno trentatreesimo della Seconda Era Repubblicana, quando tre emissari di Sauron, l’Oscuro Signore, spezzarono il fronte di resistenza all’invasione da Est.
A mezz’inverno la Torre Nera aveva invaso con le sue schiere di orchi l’orgoglioso reame di Rohan, costringendo così tutto l’Eriador a fare causa comune mentre gli indomabili rohirrim del Mark resistevano ostinatamente al dilagare delle nere orde di Gorgoroth.
Accadde Nella Contea, la terra degli hobbit, i mezzuomini, l’alleato più instabile dell’Eriador.
Qui l’Oscuro Signore aveva guadagnato alla sua causa i tre esponenti che vi avevano maggior seguito.
Il primo era stato Bungo Sackville, che accumulò immensa fortuna intravedendo anzitempo dove avrebbe condotto l’uso smodato della magia dei piccoli palantir, i Cristalli Parlanti, che i mezzuomini ormai avevano in ogni casa. Quando prese a interessarsi delle cose della Contea, scelse per sé e le sue schiere il nome di Forzacontea.
La cosa non sfuggì all’Oscuro che muoveva i suoi primi passi alla conquista di Mordor dopo la caduta di Morgoth alla fine della Guerra dell’Ira. Fu allora che Sauron, guardando alla magia dei piccoli palantir, ebbe l’idea del Grande Occhio che non dorme mai per dominare la Terra di Mezzo. E cominciò a intrattenere rapporti sempre più stretti con Bungo.
Tobaldo Soffiatromba fu il secondo. Veniva dal Decumano Nord e aveva l’anima del tribuno. Riuscì nell’impossibile sfida di trovare ampio consenso anche nel Decumano Sud, nonostante avesse sempre sostenuto le ragioni dell’indipendenza del Decumano Nord. L’impresa riuscì perché seppe indicare ai mezzuomini del Decumano Sud qualcosa e qualcuno ancora più a sud con cui prendersela. Si presentò ai mezzuomini con il nome di Lega Nordecumana per sé e i suoi.
L’Oscuro Signore ebbe facile gioco a portarlo dalla sua parte, offrendo oro (poco) e promesse di future fortune (innumerevoli).
Il terzo era Marmadoc Brandibuck. Gli storici di Gondor dubitano che questo mezzuomo abbia mai avuto esistenza reale, argomentando la loro tesi con la totale inconsistenza, insostenibilità e inaffidabilità di ogni cosa che diceva e faceva. Si trovò ad essere a capo delle schiere esagitate che Lotho Sackville-Baggins, istrione e imbonitore del Decumano Ovest, aveva radunato numerosissime promettendo potere al popolo, come fanno tutti quelli che poi lo tiranneggeranno. Diede ai suoi seguaci il nome Cinquemestoli, riprendendo la forma adottata a Brea per giudicare la qualità delle taverne – da uno a cinque mestoli, appunto. Per significare che loro erano quanto di meglio ci fosse nella Contea.
Neppure questo sfuggì al Grande Occhio che dalla cima della Torre Nera di Minas Morgul osserva incessantemente i Regni dell’Eriador. Poichè gli adepti di Lotho comunicavano solo per tramite del potente palantir di Osgiliath, uno dei sette Grandi Palantir della Terra di Mezzo, l’Oscuro non ebbe difficoltà a insinuarsi fra i Cinquemestoli usando il potere del Grande Palantir di Barad-Dur corrompendo quello di Osgiliath.
Dunque fu poco prima di mezzestate che Sauron, usando il suo Grande Palantir, convocò segretamente i Tre per vincolarli al patto degli Anelli del Potere. All’inizio aveva pensato di offrirne uno a ciascuno, ma dopo aver ben ponderato, giudicò che uno in tre era più che sufficiente. Così comandò che da uno dei Nove Anelli del Potere destinati ai re degli uomini, fossero forgiati i Tre Anellini destinati ai mezzuomini.
Il piano dell’Oscuro Signore sulla Contea era semplice: spodestare Gandalf il Grigio, a cui Ferumbras Tuc, Conte della Contea rieletto alla fine del suo primo mandato settennale, aveva affidato le sorti dei quattro Decumani.
Ferumbras si era deciso per un uomo perché era stanco di mezzuomini. Sperava così di interrompere l’orgogliosa tradizione del governo degli incapaci, che nella città di Pietraforata, capitale della Contea, avevano sempre trovato accoglienza fin troppo generosa.

Marmadoc Brandibuck, Sindaco della Contea prima di Gandalf il Grigio, aveva accettato di sostenerlo, dimostrando definitivamente di non esistere. Tobaldo Soffiatromba non aveva esitato a giurare lealtà a Gandalf, dimostrando così che per governare continuativamente, l’assenza di pensiero proprio era condizione indispensabile.
Anche Bungo Baggins alla fine si era unito ai sostenitori del Grigio Pellegrino. Chissà, forse meditava di guadagnarlo al suo mondo dei piccoli palantir per rendere più efficace la promozione di pitali di lusso e saponi per il bucato fabbricati dai suoi clienti.
Ma i tre non erano i soli a sostenere Gandalf.
C’era anche Isemboldo Tuc, chiamato anni prima a mettere fine ai litigi interminabili fra gli eredi del Drago Rosso e della Balena Bianca che nella Prima Era Repubblicana si erano aspramente combattuti. Avevano finito per fare fronte comune all’arrivo della Seconda Era Repubblicana, che stava inghiottendo inesorabilmente la Prima. Si era discusso interminabilmente fra di loro per stabilire se la fusione dovesse dare vita a un Drago Bianco o a una Balena Rossa. Finirono per formare un dragobalena, una mostruosità a
strisce bianche e rosse con due teste, un’ala di pipistrello e una pinna di tonno. Dopo aspre contese concordarono che il loro nome sarebbe stato un deprimente Sodalizio per la Signoria delle Plebi – più in breve i Plebosignorili.
Fuori dall’alleanza, eppure con seguito crescente, Lobelia Serracinta, borgatara di Pietraforata, intanto osservava e attendeva.
Era a capo dei nostalgici di Fortimbras Tuc, Conte della Contea che giusto cento anni prima aveva marciato su Pietraforata prendendo possesso della Contea con le sue Camicie Lilla. La vicenda della Marcia su Pietarforata segnò l’inizio di un ventennio di dominio con il pugno di ferro, fino a che la Guerra dei Cinque Eserciti pose fine alla tirannia di Fortimbras. Dopo la guerra, quegli anni divennero memoria esecranda e fu stabilito che nessuno potesse più celebrare o fare propria qualsiasi cosa di quell’oscuro periodo. Ma la
memoria del ventennio perdurò. E i nostalgici osarono sempre di più. Così, quando Lobelia, nostalgica anch’ella, conquistò la guida dei suoi, cercò e trovò consenso anche fuori dalla ristretta dei seguaci di Fortimbras, riscuotendo approvazione in tutte le plaghe dei Decumani della Contea dove ordine, disciplina, appartenenza di sangue e legame alla terra contavano ancora. Così, aveva dato un nuovo nome a sé e ai suoi: i Fratelli della Contea, Tuttavia, per ragioni ancora non chiare, aveva sempre resistito alla seduzione di Sauron, nonostante molta parte dei suoi guardasse a Mordor con favore. Così, anche se naturale alleata di Bungo Baggins e Tobaldo Soffiatromba, si era opposta a che Gandalf il Grigio diventasse Sindaco della Contea. Accadde dunque che Forzacontea si ritrovò insieme ai Cinquemestoli che prima aveva rigettato come alleati, mentre la Lega Nordecumana dovette rassegnarsi a convivere con i detestati Plebosignorili. Su questa labile alleanza si fondò dunque il governo di Gandalf.
Tutti costoro giurarono infine lealtà al Grigio Pellegrino, che per lunghi anni aveva difeso il castar, la moneta corrente – e con esso tutto l’Eriador – dalle conseguenze della crisi gravissima che aveva messo a dura prova l’Unione dei Regni a ovest di Mordor dopo l’anno diciannovesimo della Seconda Era Repubblicana.
Per un anno e mezzo durò la navigazione a vista di Gandalf fino a quando, poco prima di mezz’estate, Marmadoc dei Cinquemestoli si alzò con i suoi e abbandonò l’aula ove sedevano i rappresentanti dei mezzuomini, per non assecondare i propositi del Grigio Pellegrino. Sdegnato, Gandalf allora salì al Colle del Conte per rinunciare all’incarico e quando il Conte gli chiese di ritornare in aula per richiedere a tutti un nuovo giuramento di lealtà, Bungo dei Forzacontea e Tobaldo della Lega Nordecumana posero come
condizione l’esclusione dei Cinquemestoli dal patto.
Così, cadde tutto. Gandalf se ne andò disgustato e i tre, Bungo, Tobaldo e Marmadoc, si ritrovarono a brindare con l’Oscuro Signore per la caduta del Grigio Pellegrino, l’ultima difesa dei mezzuomini dalle brame di Mordor…
(Continua. Forse…)

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