Commensurabili Immortali
Se i mortali hanno potuto voltare le spalle al dio – e agli dei – e continuare ad esistere, è perché in fondo non sono poi così diversi fra loro. In fondo il mito è lì, evidente e innegabile, a dimostrare quanto uomini e dei siano commensurabili fra loro. Se la loro differenza si riduce alla differenza fra mortali e immortali, non potrà che essere una differenza di grado.
Fra incommensurabili non ci può essere confronto. E dunque nemmeno opposizione, men che meno lotta e meno ancora vittoria o sconfitta.
Forse, a un certo punto, i mortali hanno scoperto che la commensurabilità fra loro e gli dei era un tratto che li rendeva meno dei. Se è stato così, da quel momento, gli dei sono diventati semplicemente gli Immortali e hanno cominciato a declinare inesorabilmente – la vera Götterdämmerung.
Immortale è semplicemente un mortale che dura di più, al limite – se mai fosse possibile – un mortale che dura indefinitamente. E la sapienza del dio – del mortale che dura forse indefinitamente – non poteva che essere una sapienza per accumulo, una sapienza dovuta all’aver visto, all’aver udito di più.
Un giorno, forse, agli albori della storia sapienziale dell’Occidente, siamo diventati consapevoli che gli dei non erano gli dei di cui abbiamo disperatamente bisogno per dare requie all’insostenibile pressione delle nostre inquietudini. Forse un tempo erano anch’essi mortali a cui toccò in sorte di poter dare definitiva requie alle loro inquietudini.
Immortali, dunque, semplicemente. Non dei. Specchio dei mortali come i mortali sono loro specchio. Commensurabili. Commensurabilissimi. Immortali cui a lungo è riuscito di far coincidere immortalità e divinità.
E’ terribile scoprire che un dio non è un dio. E’ terribile, per la parte debole, per noi, scoprire una similitudine che rende impossibile sapere chi è specchio di chi.
Questa è la nostra maledizione di mortali. Questo è ciò che non abbiamo mai perdonato, che non possiamo perdonare a coloro che abbiamo creduto, un tempo, esserci dei.
Non è collassata, allora, l’antica forma sapienziale, la sapienza degli dei, ma è collassato l’esser-dio degli antichi dei – divinità derubricate.