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Doch ist mir einst das Heilige, das am
Herzen mir Liegt, das Gedicht, gelungen,
willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
mich nicht hinabgeleitet; einmal
lebt ich wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
(Hölderlin, An die Parzen)

21. Causalità artificiale: divertissement pseudo aristotelico sulle quattro cause (1/3)

Gli artefacta non sono necessariamente opposizione o negazione dei naturalia. Sono riconfigurazione e ricombinazione di naturalia. Sono cose risultanti da manipolazione di cose.
Il dominio degli artefacta è tuttavia divisibile in sottodomini.
Il primo è quello degli arteacta – cose semplicemente agite senza manipolazione, cioè dei naturalia destinati ad altro rispetto a ciò cui si destinano da sé o sono destinati dal contesto. Un bastone usato per appoggiarsi, una pietra usata per rompere un guscio.
Gli arteacta non sono ancora artefacta. L’actio non è la factio. L’artefactum comincia quando la pietra per rompere viene sagomata  per impugnarla con maggior efficacia e il ramo viene scortecciato e lisciato per dargli più maneggevolezza. L’artefactum comincia quando qualcosa viene usato come utensile per modificare un arteactum.
L’utensile può essere un arteacutm – una pietra spezzata con bordo tagliente per scortecciare un ramo – o può essere un artefactum a sua volta. L’arteactum che dà l’avvio all’artefactum diventa sempre più marginale, mentre l’artefactum occupa il campo non solo come esito di una artefactio ma anche come utensile dell’artefactio.
Definizione del fine e adattamento conseguente della forma – causa finale e causa formale: ecco i due passaggi dall’arteactum all’artefactum.
Quando poi, nell’ambito degli artefacta, la forma non è semplicemente adattata per il conseguimento del fine – artefacta adaptiva – ma è progettata esplicitamente per il conseguimento del fine, gli artefacta adaptiva diventano artefacta instituta, cioè nati per essere artefacta – il ramo cui viene fatta la punta è artefactum adaptivum, il ramo diritto a un’estremità del quale viene fissata una pietra appuntita – una lancia – è artefactum institutum.
Se oltre alla causalità finale e formale anche la causa materialis viene scelta in funzione della finalità dell’artefactum per conseguirla più efficacemente, si avrà un artefactum technicum: quando la punta è in metallo ed è fatta in modo da calzare direttamente e saldamente sull’estremità del bastone.
Se anche la causa efficiente viene assunta nel artefactum technicum allora l’artefactum è anche funzionante: diventa così artefactum mechanicum, cioè capace di produrre autonomamente un effetto una volta azionato – un arco che tira una freccia, una ruota mossa dall’acqua che fa girare una macina.
Tra gli artefacta mechanica, quando la causa efficiente è presente già nella forma, cioè l’artefactum non produce un effetto solo se messo in azione, ma mette in azione se medesimo, allora si avrà un artefactum automathicum, un artefactum se movens.
(Segue)

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