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Doch ist mir einst das Heilige, das am
Herzen mir Liegt, das Gedicht, gelungen,
willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
mich nicht hinabgeleitet; einmal
lebt ich wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
(Hölderlin, An die Parzen)

63. Ingranaggeria naturale – Natural Gear System (2/2)

3. Gli artificialia sono possibili solo quando la raffinazione della forma consente la sua manipolazione more geometrico et matemathico. A quel punto non esiste più la cosa perché non più necessaria e solo allora l’artificiale è propriamente Bestand, piena disponibilità alla manipolazione. La prima manipolazione dell’artificiale appena costituito è il connetterlo alla trama relazionale di artificialia che lo ha reso necessario. La connessione sarà sempre more geometrico et matemathico. La meccanica è ciò che ne risulta. Una artificiale disconnesso – questa era la situazione in epoca premoderna – non è meccanica: è semplificazione, è gioco, è ipotesi, mai meccanica.
Il primo sorgere della meccanica – del mos geometricum et matemathicum orientato alla produzione di un risultato (questa è la finalità meccanica) in passi finiti e definiti sempre uguali – è stata la connessione di artificialia originariamente slegati anche se costruiti more geometrico et matemathico. La meccanica, una volta innescata, chiama meccanica. La costruzione di artificialia mechanica – di macchine, insomma – segue un andamento esponenziale perché la trama meccanica  diventa premessa sempre più ampia (per estensione) e affinata (per densità).
4. Sembra esistere una continuità dei mechanica che chiede di essere compiuta, quasi a specchio della continuità dei naturalia.
I naturalia manifestano una continuità spontanea e strutturale a dimostrazione definitiva che ogni singolarità è conseguenza della Totalità, secondo una causalità più o meno mediata. I mechanica invece portano il marchio della discontinuità: la componentistica, finita e definita, prima di tutto; poi il dinamismo more geometrico et matemathico; poi ancora l’unità finita e definita dell’artificiale mechanicum. E tuttavia la connessione reciproca degli artificialia mechanica in artificialia mechanica più ampi (o più densi) è tendenza altrettanto spontanea e strutturale del mos mechanicum. Una continuità per assemblaggio di discontinui ( forse l’unica continuità davvero possibile).
L’integrazione meccanica diventa, oltre un certo stadio di sviluppo, canone progettuale dei mechanica: il nuovo artificiale mechanicum è costruito in funzione della sua integrabilità in quella che potrebbe essere definita Totalità meccanica, la quale, contrariamente alla continuità dei naturalia, è conseguenza delle singolarità meccaniche. Continuità in fieri, quella meccanica, senza altro limite, in linea di principio, che l’orizzonte della stessa continuità dei naturalia.
5. Quali i rapporti immaginabili fra la continuità dei naturalia e la continuità dei mechanica?
Innanzitutto, la continuità dei mechanica è inimmaginabile senza la continuità dei naturalia – verrebbe da dire senza i naturalia, ma i naturalia sono conseguenza della loro continuità. È assolutamente immaginabile invece una continuità dei naturalia senza una continuità dei mechanica – a meno di supporre la continuità dei mechanica come stadio evolutivo necessario della continuità dei naturalia, ma ciò richiede indagine a parte.
È possibile la coabitazione delle due continuità? È possibile immaginando la continuità sopravvenuta come meno densa, come la continuità del reticolo rispetto alla continuità del fluido, cioè questa come limite mai raggiungibile di quella.
(Fine)
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     3. Artificialia are possible only when the refinement of the form allows its manipulation more geometrico et mathemathico. At that point, the thing no longer exists because it is no longer necessary, and only then the artificiale is truly Bestand, fully available for manipulation. The first manipulation of the newly constituted artificiale is connecting it to the relational net of the artificialia that required it as necessary. The connection will always be more geometrico et mathemathico. Mechanics is the results. A disconnected artificiale—this was the situation in the pre-modern era—is not mechanics: it is asimplification , it is a game, it is a hypothesis, never mechanics.
The first emerging of mechanics—of the mos geometricum et mathemathicum oriented to the production of a result (this is the mechanical purpose) in finite and defined steps that are always the same—was the connection of the artificialia that were originally unconnected, even if constructed more geometrico et matemathico. Mechanics, once activated, calls forth mechanics. The construction of tha artificialia mechanica—of machines, in short—follows an exponential trend because the mechanical framework becomes an increasingly wider (in extension) and more refined (in density) premise.
4. There seems to exist a continuity of mechanica that demands to be fulfilled, almost mirroring the continuity of naturalia.
The naturalia manifest a spontaneous and structural continuity, definitively demonstrating that every singularity is a consequence of the Totality, according to a more or less mediated causality. The mechanica, on the other hand, bring the mark of discontinuity: the finite and defined components, first of all; then the more geometrico et matemathico dynamism; then the finite and defined unity of the artificiale mechanicum. And yet, the mutual connection of the artificialia mechanica within larger (or denser) artificialia mechanica is an equally spontaneous and structural tendency of the mos mechanicum. A continuity through the assembly of discontinuities (perhaps the only truly possible continuity).
Mechanical integration becomes, beyond a certain step of development, a design canon for the mechanica: the new artificiale mechanicum is constructed to be integrated into what might be defined as Mechanical Totality, which, unlike the continuity of naturalia, is a consequence of mechanical singularities. Mechanical continuity in fieri, in principle, has no other limit than the horizon of the continuity of naturalia itself.
5. What are the conceivable relationships between the continuity of naturalia and the continuity of mechanica?
First of all, the continuity of mechanica is unimaginable without the continuity of naturalia—one might say without naturalia, but naturalia are a consequence of their continuity. A continuity of naturalia without a continuity of mechanica is absolutely conceivable—unless we assume the continuity of mechanica is a necessary evolutionary step of the continuity of naturalia, but this requires a separate investigation.
Is the coexistence of the two continuities possible? It is possible to imagine the supervening continuity as less dense, like the continuity of the lattice with respect to the continuity of the fluid, that is, the latter as the never-reachable limit of the former.
(The End)

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