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Doch ist mir einst das Heilige, das am
Herzen mir Liegt, das Gedicht, gelungen,
willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
mich nicht hinabgeleitet; einmal
lebt ich wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
(Hölderlin, An die Parzen)

32. Parental Control

Che una docente di letteratura italiana in una scuola pubblica, applicando un malruminato concetto di accoglienza, si autoincarichi di proteggere infanti di fede musulmana dal pernicioso contatto con la Divina Commedia (La Repubblica, 25 maggio 2024, Niente Dante per gli studenti musulmani di Enrico Ferro), è scemenza così colossale che non merita nemmeno di entrare nel merito.
Più interessante è notare il dinamismo del cancel-woke-politicallycorrectismo che qui si offre in un caso esemplare e che porta inesorabilmente a un paio di conseguenze diametralmente opposte alle premesse – le quali, insieme a tutte le altre buone intenzioni, lastricano le vie dell’inferno.
La prima. Mia nonna, donna piissima e austerissima, un giorno mi fece sparire il Dizionario Filosofico di Voltaire. Scoperta, si giustificò dicendo che lo aveva fatto per difendermi dalla parola di un senzadio. È la medesima logica dell’Indice dei Libri Proibiti e gli ayatollah, semmai sapessero, ringrazierebbero. Se passa il principio di evitare o impedire letture che possano suonare offensive per qualcosa o per qualcuno, si arriva inevitabilmente a fare falò con i libri. E poiché tutti abbiamo una lista di libri che riteniamo offensivi verso ciò in cui crediamo, se mettiamo assieme le liste di tutti, nessun libro si salverà.  E gli ayatollah ringrazierebbero di nuovo.
La seconda. Da tempo, noi maschi bianchi occidentali siamo tutti diventati stupratori-femminicidi, schiavisti-colonialisti, imperialisti-guerrafondai. A tal punto che ogni maschio bianco e occidentale, guardandosi allo specchio la mattina, dovrebbe sentirsi stupratore, femminicida, schiavista, colonialista, imperialista, guerrafondaio. L’intellighenzia del cancel-woke-politicallycorrectismo – popolata ovviamente di maschi bianchi e occidentali che praticano l’autosputacchiamento mattutino allo specchio – veglia con zelo sulla cosa, per potersi indignare a seconda della propria peristalsi intestinale.
Poiché, nel loro santo zelo, non sospettano che ci sia una differenza fra colpevolizzare uno per ciò che fa e colpevolizzarlo per ciò che è, e nemmeno sospettano che i regimi totalitari nascono sempre colpevolizzando qualcuno per ciò che è (ebreo, eretico, strega, omosessuale, neoliberista selvaggio, eccetera), i militanti del cancel-woke-politicallycorrectismo creano le premesse per quelle derive politiche, etiche e culturali che così alacremente credono di combattere. Ma tant’è. Alla peristalsi intestinale non si comanda.
Il problema è chi non si rassegna troppo facilmente a sentirsi colpevole per ciò che è. Il quale comincerà, come è ovvio, a difendersi. E anche a sostenere chi lo difende – come è abbastanza normale che succeda in regime di democrazia. Così che il politico capace di cogliere questo disagio avrà fatto la sua fortuna elettorale fra i maschi bianchi occidentali, indipendentemente dalle sue capacità politica e dalla sua qualità etica. Ed ecco sorgere all’orizzonte della politica i Donald Trump che, prima della cultura cancel-woke-politicallycorrect non esistevano. Donald Trump prima di tutto risolve il problema di trovare un senso e un lavoro al cancel-woke-politicallycorrectismo, di cui è la creatura primogenita. Un circolo vizioso perfetto che garantisce visibilità mediatica e premi letterari ai professionisti dell’indignazione e della lamentazione.
Conclusione?
Se il cancel-woke-politicallycorrectismo fosse meno cancel-woke-politicallycorrect, non avrebbe mai evocato il demone. Però non esisterebbe. Noi ce ne faremmo sicuramente una ragione, ma i suoi militanti non saprebbero come riempire le lunghe sere d’inverno. E se Trump fosse meno Trump, dovrebbe sostenere la macchinetta da guerra cancel-woke-politicallycorrect che, sparandogli addosso, gli spiana così gioiosamente la strada verso la presidenza USA.
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That a teacher of Italian literature in a public school, applying a poorly ruminated concept of receptions of immigrants, takes on the task to protect infants of Muslim faith from the pernicious contact with the Divine Comedy, is such a colossal stupidity that it doesn’t even deserve to go into detail.
More interesting is to consider the dynamism of cancel-woke-politicallycorrectism which is offered here in an exemplary case leading inexorably to a couple of consequences diametrically opposed to the premises – which, together with all the other good intentions, pave the roads of hell.
The first. My grandmother, a very pious and austere woman, one day made my Voltaire’s Philosophical Dictionary disappear. After I found out who was the culprit, she justified herself by saying that she had done it to defend me from the word of a godless man. It is the same logic as the Index Librorum Prohibitorum and the ayatollahs, if they knew, would be grateful. If we accept the principle of avoiding or preventing readings that may sound offensive to something or someone, we inevitably arrive to make bonfires with books. And since we all have a list of books that we consider offensive to what we believe in, if we put everyone’s lists together, no book will be saved. And the ayatollahs would thank us again.
The second. Now, we white Western males have all become rapists-femicides, slavers-colonialists, imperialists-warmongers. To such an extent that every white Western male, looking in the mirror in the morning, should feel like a rapist, femicide, slaver, colonialist, imperialist, warmonger. The intelligentsia of cancel-woke-politicallycorrectism – obviously populated by white, Western males who practice morning self-spitting in the mirror – watches over the matter zealously, in order to be able to get indignant according to their own intestinal peristalsis.
Since, in their holy zeal, they do not suspect that there is a difference between blaming someone for what he does and blaming him for what he is, and do not even suspect that totalitarian regimes are always born by blaming someone for what they are (Jew, heretic, witch, homosexual, wild neoliberal, etc.), the cancel-woke-politicallycorrectism militants create the premises for those political, ethical and cultural drifting that they believe they are fighting so hard. But that’s it. Intestinal peristalsis cannot be controlled.
The problem is those who don’t resign themselves too easily to feel guilty for what they are. So, they will obviously begin to defend themselves. And also to support those who defend them – as is quite normal to happen in a democracy. So, the politician capable of capturing this discomfort will have made his electoral fortune among Western white males, regardless of his political skills and ethical quality. This is the reason because politicians like Donald Trump arise on the political horizon, this is the reason because Donlad Trump did not exist before the cancel-woke-politicallycorrect culture. Donald Trump first of all solves the problem of finding meaning and a job for cancel-woke-politicallycorrectism, of which he is the first-born creature. A perfect vicious circle that guarantees media visibility and literary prizes to professionals of indignation and complaint.
Conclusion?
If cancel-woke-politicallycorrectism were less cancel-woke-politicallycorrect, it would never have evoked the demon. But it wouldn’t exist. We would certainly get over it, but its militants wouldn’t know how to fill the long winter evenings. And if Trump were less Trump, he would have to support the cancel-woke-politicallycorrectism war machine that, by shooting at him, so joyfully paves his way to the US presidency.

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