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Doch ist mir einst das Heilige, das am
Herzen mir Liegt, das Gedicht, gelungen,
willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
mich nicht hinabgeleitet; einmal
lebt ich wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
(Hölderlin, An die Parzen)

Indifferentia entis (1/2)

La storia sapienziale dell’Occidente, ha luogo perché le cose sono radicalmente e inesorabilmente indifferenti a ciò che ne diciamo. A tutto ciò che ne possiamo dire. I primi a tirare la sconfortante conclusione furono i sofisti, portatori (e costruttori) di…

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Il sacrificio della forma (3/3)

Se è indiscutibile che Aristotele immaginò la separazione dell’attesa del compimento (o l’orientamento al compimento) dal compimento per giustificare il moto – cioè finalità a prezzo della forma – è altrettanto indiscutibile che una totalità compiuta è anche una totalità…

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Il sacrificio della forma (2/3)

Aristotele non va così lontano nelle conseguenze delle sue premesse. Anche perché la sua ossessione, il suo problema è il moto, come per Platone lo furono i molti. Nella prospettiva aristotelica la separazione tra forma e fine è irrinunciabile, perché…

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Il sacrificio della forma (1/3)

Il cardine della sapienzialità aristotelica è dunque il telos e la sua sapienzialità è telologica. E, a ben guardare, una telologia teologica, una teologia della finalità. La quale si costruisce a prezzo della forma – la forma, l’eidos, il cardine…

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Il giorno dopo… (3/3)

Ciò che evita ad Aristotele di dover risalire all’indietro il flusso del divenire per trovare una ragione, è stata la geniale ipotesi della causa finale. In fondo, se ogni cosa ha compiutezza, quanto è rilevante la questione della Totalità? La…

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Il giorno dopo… (2/3)

Aristotele fa piazza pulita delle nostalgie teologiche di Platone (quanto sincere, è questione da indagare a parte), senza esitazioni e senza rimpianti. Platone, parmenideo anche dopo il parricidio sapienziale, vede i Molti come una sorta di concessione, di eccezione strappata…

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Il giorno dopo… (1/3)

La sapienzialità dei Mortali, fin dai suoi albori, è testimonianza drammatica dello smarrimento dell’orfano. Degli orfani degli dei. Orfani dell’illusorio esser-dio degli dei ormai tramontati. Fu forse il loro lutto a impedire che si affermasse l’Unum Necessarium, di ciò che…

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Götterdämmerung (3/3)

Tramontati gli dei perché non potevano essere dio, ci si poteva aspettare che il loro posto sarebbe stato preso da ciò aveva tutto, fin dall’inizio, per essere dio – l’eon parmenideo, l’essere che è e non può non essere, l’unum…

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Götterdämmerung (2/3)

Aristotele seppellisce definitivamente la sapienzialità olimpica, spegnendo ogni nostalgia dell’età arcaica. Con lui la sapienzialità dei Mortali diventa architettura consolidata che non necessita nemmeno di quella sorta di rapporto di buon vicinato ontologico che ancora si avverte chiaramente – per…

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Götterdämmerung (1/3)

Gli Immortali della Grecia arcaica sono figure in fondo fragili, aleatorie e altamente problematiche. Nascono non dal caos originario ma da un contraddizione originaria mai risolta perché non risolvibile – e di quella contraddizione sono morti, in quanto dei per…

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