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Doch ist mir einst das Heilige, das am
Herzen mir Liegt, das Gedicht, gelungen,
willkommen dann, o Stille der Schattenwelt!
zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
mich nicht hinabgeleitet; einmal
lebt ich wie Götter, und mehr bedarfs nicht.
(Hölderlin, An die Parzen)

53. Mechanica entis (4/4)

Che accadrebbe ai mortali se il loro grandioso disegno sapienziale – ed empio, perché ogni grandiosità è sempre empia – conseguissero l’immortalità per via meccanica? La forma sapienziale che l’Occidente ha scelto all’inizio, mascherava il desiderio di mimare l’immortalità degli…

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52. Mechanica entis (3/4)

Il senso del salto? Superare la precarietà e la provvisorietà della premessa organica. Come si può definire intelligenza compiuta una complessità che – l’intelligenza naturale indubbiamente lo è – non ha capacità di sostenersi, che si deve necessariamente piegare al…

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51. Mechanica entis (2/4)

Raggiunto un certo livello critico di articolazione, complessità e integrazione, il meccanismo supera l’originaria ancillarità computazionale (anche estrema, anche iperpotenziata) nei confronti di chi lo ha posto in essere e diventa automathon, cioè causa sui, il meccanismo agente in proprio.…

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50. Mechanica entis (1/4)

Matrix potrebbe essere il compimento del millenario sogno sapienziale dell’Occidente. La vicenda dell’Occidente cela all’origine una tendenza insopprimibile, strutturale, decisiva e unificante verso il mechanischer Aufbau der Welt. Il destino dell’occidente – della sapienzialità che ha generato l’Occidente – è…

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